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    July 10

    salus per aquam

    mi sembra giusto ritornare su queste pagine dopo una pausa dovuta a motivi tecnici e secondariamente accademici. mi sembra giusto ritornare con qualcosa di mio.
     
    qualche tempo fa in questi luoghi parlai di neri liquami(http://lefenicinonmuoiono.spaces.live.com/blog/cns!4948E160B4E4A050!1400.entry) e tempo ancora più addietro mi sono interrogato sulla forma elementale della catarsi (http://lefenicinonmuoiono.spaces.live.com/blog/cns!4948E160B4E4A050!1376.entry).
    vedevo un falò, cenere e fumo intorno e al centro tutti i problemi accesi nel rosso vivo della fiamma...ma non possedendo le doti dell'araba fenice è dura ricostruire e ripartire dalle macerie di quelle che si sono rivelate cattedrali nel deserto. è dura edificare con mattoni carbonizzati. sempre in questi due interventi dissi che non credevo  negli organi metaforici in grado di rendere ancora buono il mio sangue.
    oggi mi voglio ricredere. da bravo malato di fegato e reni so bene che per aiutarli a filtrare è necessario bere molto, ed è così che sto eliminando le ultime gocce di litri di amaro.
    salus per aquam la cui sigla è s.p.a. non indica una società per azioni ma il modo in cui gli antichi romani chiamavano le terme.
    salus per aquam, la salute attraverso l'acqua: non ho bisogno che di una bella e profonda lavata. è inutile distruggere e bruciare ciò che  sono stato e ciò che ho passato (l'unica cosa che abbiamo e che è certa è proprio il passato, presente e futuro sono da vivere e conquistare) soprattutto se io sono sempre stato sincero e in ottima fede, trasparente. quello che ancora non sono e non voglio essere semplicemente devo ancora diventarlo e quindi si tratta di cambiare strada e lavare via alcune incrostazioni. sporco, sangue incrostato, tessuti morti, sono bravo a pulire le ferite e quindi non è la fine del mondo. le azioni degli altri mi toccano e hanno conseguenze su di me, ma essere sensibile non è un difetto, bisogna solo stare più attenti. anche se quello che ho fatto è sbagliato quello che sono è giusto e quindi non c'è bisogno di buttare giù gli edifici del mio io e della mia Storia personale. una bella lavata. una cascata che torni a farmi brillare e che faccia venire fuori il mio vero colore anche se questo sarà il nero più buio. un' inondazione, un'immersione che porti via ciò che mi opprime e renda trasparente il mio fluido vitale. ci sono cose che ho fatto che si sono rivelate degli errori è vero, col senno di poi è facile parlare e sentenziare. ma ripeto, la mia ottima fede mi esenta da rimorsi che invece tormentano come avvoltoi la carcassa della mia ingenuità. perchè sono sicuro che molte delle cose che ho fatto sono un Dono che ho, dove sono arrivato -anche se pochi lo sanno e magari nessuno l'ha visto o se ne è mai accorto- posso arrivarci solo io. così tanto Oltre( "a prescindere" mi piaceva dire) e fuori da sè, dalla Ragione, dalla ragione e dal torto, forse nessuno è disposto ad andare. tanti nemmeno immaginano che un luogo così esiste e non riusciranno a farlo nemmeno dopo aver letto queste parole e aver capito di cosa sto parlando. e non è questo il problema. il problema è antico come il Bene e il Male ed è fare la scelta(la prossima magari) migliore
    June 08

    domande senza risposta

    Premetto (onde evitare che manie di protagonismo facciano sentire coinvolto chi non lo è e per non destare verso gli altri sospetti di ipocrisia per quanto ho premesso a ciò che scriverò): in questo post non parlo di te, non mi riferisco né tanto meno alludo lontanamente a te.

     

     

    Mi chiedo in questi giorni se sia possibile e come eventualmente sia fattibile condensare in una parola, o in una frase, o in una conversazione al massimo, una sensazione di malessere e fastidio costruita in tanti anni. Ed esprimerla senza risultare offensivo, cinico, risentito o cattivo.

    Mi chiedo se tutto questo nero stagionato possa essere distillato in un pensiero limpido e cristallino come l’acqua e se sia possibile esprimerlo e capirlo.

     

    Se tutte queste urla soppresse, i denti stretti, i pugni sul muro e quelli chiusi con forza mai esplosa, se tutte le volte che ho perso altrove lo sguardo, messo in basso la testa per rovistare alla ricerca di un senso, se ogni volta che ho preso in mano una penna per gettar via un po’ di nero da me, se tutti questi pensieri…alla rinfusa possano essere visti in un piano tridimensionale d’insieme. Come se fosse possibile rappresentare il tutto con un ologramma. Fargli una tac.

    Mi chiedo se questo nero liquame nel suo ribollire qualche volta lascia intravedere qualche forma diversa dalle singole schifezze che lo compongono.

    Mi chiedo se ha un senso, un motivo, un limite. Mi chiedo se oltre questo limite comincerà ad uscire fuori per sporcare tutto il resto, se invece esploderà o se semplicemente la cisterna comincerà  a svuotarsi.

    Mi piacerebbe sapere dove inizia il percorso per liberarsene e se è possibile farlo bene senza far danni. Se esiste davvero e se ha un luogo fisico o metaforico, dove stanarlo…

    Dove mi porterà o dove io porterò lui. Quando finirà o quando avrà finito me. Chi sconfiggerà chi

    June 01

    cierra mis ojos

    tra le cose più spiacevoli non si può non parlare della sensazione di avere esagerato.
    sia in positivo che in negativo. l'aver fatto troppo o troppo poco.
    si dice che il tempo abbia il potere di cicatrizzare le ferite. secondo me invece è buono per cristallizzare ciò che è stato nei ricordi. o di amplificare l'essenza del passato esasperandone pregi e difetti. anche se ogni volta che la tua mente richiama un ricordo, la riflessione te lo fa vedere con una luce sempre diversa.
    il senno di poi di cui parlo io è però freddo e improvviso come svegliarsi con una secchiata d'acqua gelida. a volte ti fa notare che ciò che è stato, gli abissi e le vette che hai visto durante il tuo viaggio, non erano altro che dossi e piccole buche. e non perchè guarda le cose da lontano. è come inforcare un paio di occhiali e mettere a fuoco, capire che non è stato così profondo, così particolarmente bello e così particolarmente brutto.
    non era felicità e non è stata tristezza o disperazione. sarebbe positivo come processo se non sbiadisse anche ciò a cui tieni, se non ti facesse sentire stupido, sarebbe bello poter aprire gli occhi solo a metà
     
    quante volte l'avrò detto: l'ideale è vivere sopra-sopra. non farsi determinati problemi, non cercare di essere così consapevoli, non sentire. le persone stupide e superficiali sono le più furbe e le più felici. e non basta ammetterlo per acquisire il dono dell'indifferenza.
    May 26

    guardo troppi cartoni animati

    Un colpo dietro l’altro. Cadi, ti rialzi, cadi ancora, ti rialzi.

    Ferita, fasciatura, cicatrice. Ferita, punti, cicatrice. Frattura, gesso , callo osseo(cicatrice). Botta,livido.

    Può risultare stancante alzarsi ogni volta, la voglia di restare seduti è forte. La voglia di smettere di correre…

    Il Signore quando nasci ti da due opportunità. O hai il Talento e devi solo farlo fruttare, o ne hai poco e per ottenere quello che vuoi ti devi allenare.

    Stessa cosa con la Fortuna: o ce l’hai oppure devi fare qualche tentativo in più, di sicuro però in nessun caso devi restare fermo.

    Tra le due categorie io preferisco la seconda, quella dei senza doni. Perché la differenza la fa la Volontà. Le tue sorti dipendono SOLO da te. E non dovrai dire grazie proprio a nessuno.

    Le cicatrici smetteranno di sanguinare, lasciando il monito degli errori compiuti. La corsa riprenderà, perché non ha senso restare a guardare.

    Se non combatti e non vedi fin dove puoi sopportare, anche a costo della vita, non sarai mai forte.

    April 28

    e tu chi sei?

     
     
     

    Sono sempre stato un appassionato delle maschere pirandelliane. Qualche anno fa nel mio vecchio blog ne parlavo sempre. Sono sempre stato ossessionato da questo concetto perché mi sembra una delle verità più profonde del modo di essere delle persone. La vita sociale ci impone delle convenzioni e di conseguenza dei ruoli. E il nostro cammino personale spesso non è altro che comprendere il nostro ruolo, interpretarlo bene e comprendere possibilmente anche quelli degli altri per un quieto vivere migliore.

    Credo che sia una delle teorie più azzeccate che esistono, che comporta chiaramente conclusioni abbastanza crude e brutte, ma reali. Perché non deve essere piacevole avere la consapevolezza di sapere che la vita non è altro che una messa in scena. E questa cosa puoi viverla bene, da bravo attore, indossando le maschere giuste al momento giusto. Oppure puoi prenderla male, e chiederti all’infinito cosa è reale se dalla mattina alla sera sei interprete di una fiction senza telecamere.

    Il concetto di realtà vacilla fino quasi a scomparire.All’ inizio dici a te stesso che la finzione è solo una realtà meno complicata e più artefatta. ma poi in modo quasi virale si pone un’altra prospettiva: e se fosse la realtà a essere una finzione più realistica e casuale, se in realtà il caso fosse l’unico discriminante tra due diversi tipi di finzione?

    In tutto questo il nostro Pirandello delinea la figura di un eroe: la maschera nuda. La maschera nuda è il più delle volte un pazzo, sicuramente(e non in modo ricercato e appariscente) fuori dagli schemi, per il semplice fatto che li vede e li evita accuratamente. La maschera nuda è vera e come tale cambia, cresce, va avanti e ha tutti i suoi dubbi, sente tutta la pressione di questo vivere perché non vorrebbe recitare e vive con questa costante sensazione di oppressione di un attore stanco che non vede l’ora che finisca l’atto della commedia in cui sta recitando per andare a prendere una boccata d’aria. È l’unica persona di quelle che conoscete che può sorprendervi senza che l’abbia programmato. Le altre sorprese sono finte, perché di fronte al tuo stupore c’è tutto un piano studiato per ottenere proprio quell’effetto. È l’unica persona che nella sua follia è coerente con se stessa e con il mondo, consapevole che l’unica vera regola è che il condizionale è d’obbligo, consapevole che i termini assoluti semplificano le cose ma non le rappresentano, consapevole che “solo gli stupidi non cambiano idea”(oscar wilde). È tendenzialmente libero, se riesce a staccarsi quanto basta dalle sorti della commedia.

    Ma è un neo, nient’altro che un bug del sistema. Il sistema che impone affidabilità, certezza, sicurezza, felicità e serenità, tutte cose che in realtà attraversano la vita solo per brevi frangenti, per niente ripetuti e non necessariamente ripetibili.

    Però se posso darvi un consiglio tenetevi stretti le maschere nude, se avete la fortuna di conoscerne una. Perché sono cose rare.

    In fondo tutti lo siamo, in fondo nel senso più fisico e materiale possibile. Dietro le maschere, il “carattere”, le abitudini, dietro l’immagine che ognuno costruisce di se e dietro le maschere che il mondo ci cuce addosso, dietro tutto quello che è altro da noi c’è la nostra essenza di maschere nude anche se molta gente non lo sa né lo saprà mai nemmeno leggendo e addirittura comprendendo quello che voglio dire.

    Perché tutti, chi più e chi meno, siamo delle maschere. Dei personaggi.

    E i più accaniti antagonisti delle maschere nude sono i Personaggi Convinti, gli Attori per antonomasia. Coloro che si disegnano una maschera così definita sulla loro persona e sulle loro aspettative di vita che qualsiasi cosa che si discosta dal loro disegno li mette in crisi profonda. A volte, in alcuni rarissimi casi, modificano i contorni della maschera. A volte, delle volte ancora più rare, riescono a liberarsi e a slegare i fili. Ma il più delle volte, dato che vedere il mondo così com’è è un privilegio davvero per pochissimi, restano imprigionati nel loro personaggio. Quelle che sembrano crisi, quelli che sembrano dubbi, altro non sono che incoerenze inaccettabili col copione che si è scritto in collaborazione col mondo che ti circonda. E possono presentarsi sotto la forma di momenti bui e problematici, fino a che la realtà non verrà rifiutata per motivi di scena.

    Sono persone sfortunate, da un punto di vista esistenziale. Sono persone prigioniere quasi quanto quelle maschere nude che non riescono a trovare il necessario distacco dalla vita. Prigioniere di loro stesse, della loro parte e di quello che devono recitare per i colori che portano su quel cartone che hanno sul viso. Fanno tutto per abitudine, per consuetudine, e difficilmente si adattano alle situazioni. Anzi, non lo fanno mai. Cercare la novità è una debole forma di ribellione e se guardi bene, se scavi abbastanza affondo nella loro storia, a determinate azioni corrispondono determinatissime reazioni.

    Non vorrei essere in stanza con una persona di queste mentre si accorge di aver recitato un ruolo per la maggior parte della sua vita, perché sono sicuro che è brutto (più di una volta mi sono accorto di alcuni copioni che ho accettato e non è stato piacevole).

    Se solo si riuscisse a capire che ogni situazione è diversa, che ogni persona è diversa...

    Posso dirvi di stare lontano da queste persone e di non cercarle esattamente come vi dico di cercare di essere delle maschere nude. Perché una volta che vedranno una possibile variazione del copione e appena vi avranno identificato in uno dei loro personaggi (perché gli attori sono fermamente convinti che tutte le altre persone siano attori come loro, con la differenza che hanno il limitato numero degli aggettivi per definire le infinite sfaccettature che formano una persona) reagiranno di conseguenza, e vi tratteranno esattamente come il copione gli impone di fare, secondo il tipo di maschera che vi hanno messo addosso.

    Scavate un po’ più a fondo, nella vostra vita e nella loro, e vedrete facilmente come si evolveranno le cose.

    April 25

    ogni momento come l'ultimo, ogni volta come l'ultima. per non marcire

    L’ultimo boccone che non mangi va sprecato, la spazzatura non si nutre e non è più o meno contenta se la riempi d’avanzi, il tuo stomaco sì: energia in più.

    L’ultimo goccio di vino nel bicchiere si butta e finisce in qualche scarico. Che di certo non ha papille gustative o “gli può salire”. Tanto vale che lo bevi

    L’ultimo bacio non dato, e le parole che non hai detto anche se ti sentivi di dirle, non si accumulano. Non puoi farne scorta per i momenti di magra, perché quando finisce tutto diventano inutili. Non li potrai più usare. Inoltre una volta che restano lì marciranno nel chiuso di te fino a puzzare.

    Stesso discorso vale per le lacrime, tanto vale(sempre) buttarle tutte fuori, cavarle con la forza fino l’ultima goccia. A meno che tu non voglia sentirle ogni tanto appena sotto le palpebre per i motivi più disparati con la piena consapevolezza che non sono lì per qualcosa che sta accadendo in quel momento, sono gli arretrati. Lasciarle inespresse è un invito a farle marcire, assieme ai baci, ai ti amo e alle parole che hai sepolto qualche tempo prima.

    Perché per queste cose non esistono reni o fegato che possano filtrare il tuo sangue e renderlo buono ancora una volta,se mai lo è stato. non ho mai sentito parlare di organi metaforici, non ci credo.

    Credo nella catarsi, in qualche forma ancora indefinita di redenzione ma l’unica immagine a cui riesco a pensare per questi concetti è una fiamma più o meno grande, e non ho ancora capito cosa corrisponda a questa fiamma nel mondo reale.

    So solo che questi discorsi valgono anche per le cose belle, per tutte le risate e i momenti di cui non si può fare scorta. È inutile tenere da parte qualcosa di bello e non viverlo, non sono ancora nella fase della mia vita in cui ci sarà tanto tempo e troppo poco da fare, le proporzioni anzi sono in questo momento esattamente opposte: troppo poco tempo e tanto da fare. Il riso che lasci dentro te non può fiorire  o germogliare in qualcosa di ancora più grande.

    Arido e infertile non potrai nemmeno sfruttare come concime ciò che hai lasciato a marcire, perché nemmeno per quello è buono. Ciò che non si vive ora, bello o brutto che sia, è destinato a decomporsi più o meno lentamente, nient’altro. Tanto vale viverlo.

    April 11

    ti ho visto da lontano e passerai da qui!

    "quando scrivi TI AMO ma leggi SONO CONTENTA, se poi smetti di esserlo automaticamente smetti anche di amare. Cosicché non hai mai amato, sei stata solo contenta per un po’."

     

     

     

    Ci ingozzano di commedie e film d’amore. L’Amore non è l’ora e mezzo di film che vedi al cinema o le tre-quattrocento pagine del libro di Moccia, quelle non sono altro che sintesi stringate e caricate di qualcosa che in realtà è fatto di miliardi di momenti, mesi, anni, decenni, eppure è fuori dal tempo.

    Non è nel candore bianco di un vestito da sposa, nella fragile delicatezza del più bello dei fiori del un mazzo. Non è un sorriso o un sospiro di stupore. Non è un urlo di gioia né la semplice luce di un diamante.

    È invece inesorabile, Tenace, Ostinato. Non ottuso, ma ostinato, determinato. È come un diamante non tanto per la forza della luce ma perché ha infinite sfaccettature e soprattutto perché non lo puoi scalfire.

    È come la pioggia. Non importa se l’acqua che evapora o l’aria delle nuvole è sporca. Ha sempre la stessa inesorabile capacità di continuare a formarsi, a cadere, a formarsi e ancora a cadere. Può farti sorridere, rinfrescarti, farti morire di freddo. Può spazzare via tutto con la forza dei monsoni indiani e può combinarsi col vento distruggendo ciò che le si para davanti.

    Ma continua a cadere, a formarsi e a riformarsi. Fino a che ci sarà acqua, fino a che avrai la forza di buttare fuori un soffio d’aria dai polmoni.

    Non è per forza bello. Ci candeggiano l’immaginazione e le aspettative dicendoci che è tutto rose e fiori e che nell’ottica delle rose e in quella dei fiori vi sono sì momenti belli e momenti brutti, ma questi ultimi solitamente non significano altro che la fine. Vaccate. Grossolane vaccate.

    Lui ha la caratteristica di Essere, cosa che nessun altra di queste cose ha, non troverete nella vostra vita così tante cose che Sono. Bello, brutto, grande o piccolo, importante o meno: aggettivi. E Lui non ha aggettivi, numeri, quantificatori, indicatori, parametri, condizioni e quant’altro. Niente di tutto ciò perché è tutto.

    Non è, non sei, una macchina. Non è, non sei, un numero. È .

    Ho voglia di scrivere pagine e pagine e di finire la penna e i miei giorni su quest’argomento. Morire mentre ancora ne parlo. Se conti fino a cento o fino a milione sei ancora ugualmente lontano dall’infinito.

    Il trucco sta nel non contare, nel non sentirsi di farlo. Non per pigrizia ma per necessità. Che senso ha dire quanto deve durare? Non abbiamo la caratteristica di “nascere imparati” e l’esperienza è un aspetto importantissimo di ognuna delle nostre esistenze, di ognuno dei campi in cui operiamo; ma nella nostra limitatezza è senz’altro una semiretta. O meglio, un segmento: dal Suo Inizio alla mia Fine, non prima. Perché questo è l’unico modo in cui l’Infinito può passare per il mio Finito

    March 19

    una curiosità

    adesso che mi sono liberato da questa dannatissima stecca portatrice di guai e adesso che tecnicamente sono "libero"...
     
    ho più tempo, più possibilità, più indipendenza. posso decidere come organizzare la mia giornata, spostandomi in prima persona da un posto all'altro(ringrazio comunque tutti coloro che mi hanno scarrozzato in giro, alberto in primis). posso decidere se fare o meno una cosa in base all'importanza e alla voglia della cosa stessa. prima  dovevo pensare "si può?", ora invece è "mi va? mi serve?".
    sono il piccolo caldo centro del mondo (citazione, indovinate di cosa).
    pulso
    ma, nonostante tutto, non respiro.
    ho più possibilità, le prendo. più impegni, li faccio. più tempo, lo sfrutto.
    riducendomi a pensare la mattina prima di svegliarmi..e la sera prima di prender sonno.
    sempre allo stesso modo -tra ragione e subconscio- e sempre alle stesse cose.
    e la cosa più importante non è assolutamente questa.
    è sconvolgente che nononstante io sia molto più efficiente..il tempo continui a non bastare
    che sia così per definizione?
    January 03

    maledetto detto

    non si può avere tutto dalla vita
     
     
     
    quanto odio e sto odiando questo detto. avevo già intenzione di fare questo post ma diciamo che stasera è stata forzata la mia ispirazione..
    non prendetemi per megalomane o per viziato, non è che sto dicendo che io vorrei un aereoplano, una villa di 20 vani e una ferrari posteggiata vicino alla piscina olimpionica della villa stessa e che con quello che scrivo mi voglio lamentare della loro assenza dalla mia vita.
    è solo che vorrei essere più bravo nel far coincidere i miei diversi interessi.
    il meccanismo che odio è questo: per avere qualcosa devo rinunciare a qualcos altro. non posso impegnarmi per tutte e due(o tre..quattro, facciamo x cose) e ottenerle?
    non esiste un'alchimia che mi permette di portare avanti più discorsi?
    ci vorrebbe una giornata di 30 ore forse...
    ma l'unico mio desiderio per questo 2008 è riuscire a sovvertire anche in parte questo perverso meccanismo.
    vorrei rinunciare alle rinunce
    November 12

    gigi buffon, il numero uno non solo tra i pali

    ennesimo lutto, ennesima morte assurda ed ennesima ondata di violenza. si ricomincia.
    davanti a noi un altro periodo di opinioni, proposte, provvedimenti... ma soprattutto di cazzate.
    cazzate.
    come quella dei tifosi di bergamo che chiedono la sospensione della partita nel modo civile che conoscono: sfondando un vetro antiproiettile a colpi di tombino(!).
    come le affermazioni degli altri ultras di italia. una volta per tutte: siete voi e solo voi in guerra contro la polizia. le forze dell'ordine cercano solo di contenervi perchè se vi facessero davvero la guerra vi andrebbero a cercare a casa e leggereste queste righe dal web point di un carcere, dove la maggior parte di voi dovrebbe stare.
    come quella, enorme, che hanno detto i vostri capi ultras che non aspettavano altro che un pretesto per un'altra battaglia. perchè la morte di gabriele sandri non ha qualcosa a che fare con gli scontri di cui amate rendervi protagonisti: c'è stata una rissa e un poliziotto ha fatto una cazzata, il che non collega minimamente l'episodio alla vita dei tifosi bergamaschi, juventini, milanisti, reggini, livornesi, senesi. capisco solo il lutto della lazio, la sospensione di quella determinata partita.
    ma soprattutto l'errore di un poliziotto(spero che almeno questa volta salti fuori la verità) non è collegabile con la morte dell'ispettore raciti.
    ma voi niente, pecore fino in fondo, gonfi dell'ebrezza del pericolo, convinti di essere soldati di una guerra...quando tutti i polletti dai 16 ai 30 anni che si rendono protagonisti di questi eventi capiranno di essere soltanto dei pupi in mano a burattinai dalla fedina penale più lunga dello stretto di messina allora..bè non confido molto in questa ipotesi. e nemmeno nella possibilità che la moda di tenere atteggiamenti, usare slogan o essere d'accordo con questi pezzi di merda passi.
     
    in mezzo alle vostre stronzate porto il commento più intelligente di ieri con il quale gigi buffon si è guadagnato un altro pò della mia stima
     
    Dal ritiro della nazionale a Coverciano, Gianluigi Buffon esprime le sue perplessità sull'idea di sospendere il campionato. "Se ci chiedessero di fermarci tutti per la prossima giornata di campionato, alla fine lo farei ma non lo capirei fino in fondo. Perché quanto accaduto ieri ad Arezzo va fuori dalle problematiche del calcio. E' una situazione e un problema sociale che non si può imputare al mondo del pallone. Noi calciatori dobbiamo fare la nostra parte, cercando il più possibile di essere un esempio sano per le nuove generazioni". "Quello che è successo ieri - prosegue il portiere - deve farci riflettere, è ovvio che io da singolo non posso decidere nulla. Condivido la scelta della Lazio di non giocare per rispetto al suo tifoso ucciso, ma penso che in tutti gli altri campi si sarebbe dovuto giocare. Anche perché, come ho detto ieri, se una vecchietta con la sciarpa di una squadra di calcio al collo viene scippata e uccisa dovremmo fermare il campionato? Quanto successo ieri ad Arezzo non è avvenuto dentro o attorno a uno stadio. Quindi tutto va valutato nella giusta maniera". "La morte di quel povero ragazzo - conclude Buffon - è stato un pretesto per far sfogare gente che, sembra, non stava aspettando altro". (12/11/2007) (http://www.repubblica.it/news/sport_gen/sport_n_2678827.html)
     
     
    detto questo, porto un paio di possibilità che diventano nemmeno tante assurde se facciamo passare uno stop per un ragazzo ammazzato da un poliziotto:
     
    -  se il boss lo piccolo o suo figlio o bernardo provenzano, fossero stati arrestati con una sciarpa del palermo, vedremmo un minuto di silenzio al barbera per solidarietà verso il "tifoso latitante"?
    se morissero due persone con l'abbonamento del catania in un incidente aereo o in un attentato a sharm el sheikh, fermeremmo la serie a?
     
    sono stanco di vedere il mio sport preferito infangato da questi gruppi terroristici e sempre meno orgoglioso di essere italiano, loro connazionale.
     
    June 27

    l'insostenibile leggerezza dell'essere

    scusate il titolo plagiato, non ho nemmeno letto questo libro, volevo solo attirare la vostra attenzione(più o meno..).
    comunque il titolo non è buttato lì a caso perchè questi due-tre giorni di caldo infernale(nel vero senso della parola) mi hanno fatto pensare a quanto il nostro essere è insostenibilmente leggero. la tecnologia e l'illusione del benessere, il consumismo, il "progresso" e tutte queste cose che rendono l'uomo migliore degli altri animali servono davvero poco perchè la natura è ancora in grado di metterci in ginocchio. bastano pochi gradi in più..un pò di phon direttamente dall'africa..ed eccoci qui cotti bruciati..con un occhio stretto per vedere al buio e l'altro vigile sull'incendio più vicino. dieci gradi, pensateci bene perchè non sono tanti.
    ieri sera ho attraversato la zona di cannizzaro- acicastello per motivi calcistici accostandomi a tre incendi. sul giornale ho letto che è normale che salti la luce e che i pompieri possono fronteggiare a stento un quinto degli incendi di questi giorni. e a poco servono le macchine veloci se le strade sono bloccate come quelle di ieri. se consideriamo poi che fra un pò di anni le nostre macchine non potranno più portarci lontano dai pericoli, sempre a passo d'uomo in strade congestionate, perchè ci sarà più benzina si capisce che dobbiamo fare qualcosa.
    penso che utilizzando l'energia termica e solare di questi due giorni avremmo potuto finanziare interamente le spese dei nostri condizionatori di un'intera estate. e se ancora non è noto parte dell'afa estiva nelle grandi città è causata proprio dal calore emesso dai condizionatori accesi(dovrà pur finire da qualche parte il calore che levano dalle nostre case..o pensate che il fresco sia generato dal nulla?). provate in uno dei giorni caldi di questa estate(però un giorno che c'è la corrente elettrica)a passare anche solo cinque minuti in un cortile interno di un palazzo con 40 condizionatori accesi per avere un'idea..
    la terra ce lo sta dicendo chiaro e tondo: così non va bene. abbiamo ancora un pò di tempo per attrezzarci e interrompere questa spirale, possiamo ancora fare qualcosa 
    May 25

    qualche ricchione tra i vincitori della "coppa dalle grandi orecchie"

    Nel fare i meritatissimi complimenti al milan per la settima coppa campionivolevo sottolineare uno degli stricioni dei giocatori rossoneri nel sightseeing bus della festa-champions.
    Lo stile milan di cui si fanno vanto i rossoneri tutti dal magazziniere al presidente, mi sembra un pò caduto in basso. Un giocatore ricolmo e traboccante del suddetto stile non dovrebbe sconfinare in volgari sfottò da bar, ma è successo(vedi foto sotto). E chiaramente ha fatto pure notizia.
    Mi sento in obbligo di ventilare cinque ipotesi:
    1 3 anni senza scudetto hanno fatto dimenticare l'uso dello stesso ai milanisti
    2 nello spogliatoio del milan, non voglio sapere in che misura, è diffusa la pederastia. e i giocatori rossoneri, memori dei bei tempi in cui vinsero l'ultimo scudetto, suggeriscono da bravi cugini un simpatico uso del titolo di campioni di italia, suppongo già da loro sperimentato.
    3 ronaldo luis nazario da lima, anche lui sul pullman nonostante le 0(zero)  presenze in questa champions vinta, manda consigli sessuali alla sua ex squadra (che li abbia imparati quando stava con una pornostar?)
    4 il giochino di Galliani(colui che è riuscito a fare il dirigente anche quando era squalificato), ovvero "tirare acqua al proprio mulino a più non posso", che procede da un pò con Mancini( che non è certo famoso per lasciare correre le provocazioni) è arrivato al suo culmine sconfinando nella zona "nolit sumere quod acerba est".
    5 il milan ha varato una nuova  innovativa strategia di pubbliche relazioni per metabolizzare le sconfitte e le brutte figure: già pronti, in caso di sconfitta in supercoppa europea: striscione, comunicato stampa e dichiarazioni che intimerebbero al siviglia di infilare la supercoppa "donde el sol no va"
     
     
    In effetti sono un pò di anni che i milan per così dire snobba il campionato, sappiamo adesso che lo fanno perchè non lo ritengono abbastanza "maschio", nè lui nè il vincitore. Le dimostrazioni sono nello slogan di cui sotto e nel fatto che in questi ultimi anni, assieme alla Grande Signora Juventus, hanno cercato di truccarlo ("un pò di fondotinta qui, una partita sistemata là, un velo di rossetto e qualche ammonizione giusto a quel giocatore in diffida, non dimentichiamoci poi di chiamare il parrucco per il tocco finale e Bergamo per le designazioni...") Nel cosiddetto stile milan, oltre a un apparente maleduazione, non si può non denotare con un' analisi più attenta una profonda coerenza.
     
    anche l'uomo-simbolo vodafone(che il milan non vinca lo scudetto perchè la seria A è tim????)imbevuto del fairplay britannico e fondatore della filosofia "no problem", ha suggerito un simpatico slogan in un cerchio nerazzurro: "io non la vinco da 42 anni". La dirigenza dell'inter ha già ordinato per il genni nazionale un piatto simile con gli stessi colori e la scritta: "io non rischio di andare in b per responsabilità oggettiva in illecito sportivo da più di un anno"(scrivere da sempre sarebbe stato un pò sbruffone)...
     
     
     
    credo che la nike posizionerà le toppe tricolori del quindicesimo scudetto della storia nerazzurra proprio sul petto della maglia del centenario.
    il milan invece farebbe bene a cucire la toppa con la champions da qualche parte nella sua coscienza( in modo figurato..nessun neurochirurgo previsto al milan lab); perchè se al giudice sportivo girava di togliere qualche altro punto questa estate( si lo so che  per berlusconi i giudici sono ingiusti ma questa è un' altra storia) il milan la coppa non l'avrebbe nemmeno giocata.
    April 28

    arrivederci all'uno

    stamattina sveglia presto...doccia per arrizzettarsi e subito a vestirsi.
    quando ho messo la maglietta ho sentito un odore strano, vuoi vedere che la devo lavare?impossibile, l'ho presa ora dal cassetto. poi ci ho pensato un pò, quest'odore mi ricordava qualcosa, l'avevo già sentito altre volte.
    ho pensato a queste altre volte e ho capito che era un odore particolare, più nella mia testa che fuori: l'odore della partenza.
    le partenze hanno un odore , oserei dire anche un sapore tutto loro..lo senti nell'aria che stai andando via.
    croazia, spagna, inghilterra, irlanda , firenze o torre macauda...non importa dove e non importa per quanto tempo mancherò da casa, non importa con chi.
    il giorno della partenza ha sempre lo stesso magnifico odore
    February 27

    post-politik

    post politik, non "dopo- politica" ma un post sulla politica. ecco forse sarebbe stato meglio "politik post" ma non mi suona tanto bene.
     
    oggi guardavo le iene quando Luca di Luca & Paolo ironizzava sulla crisi di governo. ha detto una cosa per ridere ma che non è per niente lontana dalla realtà: la sinistra è caduta perchè è stata bocciata una legge che la sinistra avversava quando non era al governo e che adesso promuove contro l'opposizione (vecchia sostenitrice della politica in questione). le parole non sono proprio testuali, anche perchè era un simpatico rompicapo detto così anche per ridere. un paradosso insomma, e uno ci ride sul momento ma è proprio così.
    questa intricata questione e l'interpretazione che ne sto per dare spiega la mia visione della politica. spero di riuscire a rendervi partecipi della mia sensazione: votiamo per guardare un teatrino che ha dei meccanismi predefiniti che prescindono dai partiti e dagli ideali e dalle ideologie. è un gioco, vi mostro il perchè.
    il governo del berlusca ha appoggiato le missioni in afganistan e in iraq, avversato dalla sinistra che si proclamava per la pace.
     motivazioni: la destra al potere che vuole fare politica estera sa che bisogna sporcarsi il naso (per i politici, i ragazzi in missione sporcano le uniformi di sangue invece) leccando le potenti natiche  a stelle strisce e appoggiandole nel progetto di "guerra preventiva"(mah...). la saggezza romana (e le lobby dell'industria bellica che hanno sponzorizzato la candidatura di bush ) ricordano "si vis pace para bellum", "se vuoi la pace prepara la guerra" per i non addetti al latino. l'opposizione può sembrare stupido ma.. si oppone  e si prende tutti i consensi dei pacifisti e di chi semplicemente non vede il motivo di mandare fratelli a morire, dichiarandosi contro la guerra e inserendo il ritiro delle truppe nel programma delle successive elezioni.
     
    elezioni: chi non vuole il ritorno del Cavaliere d'Arcore vota in uno dei tanti partiti della sinistra, un pò a malincuore perchè se c'è una cosa che bisogna riconoscere alla cdl è che sono uniti, anche quando dicono stronzate, a differenza della sinistra che raccoglie i dissenzienti che paiono avere un più spiccato spirito critico per usare un eufemismo. e prodi e la sua "unione" , anche se di pochissimo, riescono a salire. e non è che proprio si voglia il governo di prodi, semplicemente le persone che non vogliono berlusconi sono più di quelle che lo vogliono, senza troppi giri di parole.
    sinistra al potere quindi, i soldati tornano a casa no? macchè!
    anche prodi, o d'alema per lui,riconosce che per fare politica non può fare a meno di accontentare un pò al guerrafondaio junior ma cerca di cammuffare la situazione appoggiando principalmente la missione in afganistan che pare un pò meno illegittima dell'altra missione...
    quindi l'opposizione divenuta maggioranza cambia idea, vuol dire che la vecchia maggioranza non aveva tanto torto infine.
    e che cosa fa l'ex maggioranza????in teoria ha ricevuto un assist stupendo perchè può perseguire i suoi fini anche se non direttamente al potere, teoricamente la legge doveva passare col novanta per cento dei consensi no?(un dieci per cento di italiani coerenti magari, nel mondo dei sogni). la sinistra sta riscaldando la minestra della vecchia maggioranza, è fatta no? invece no, la cosa più divertente della politica è che non esiste un dialogo politico. infatti l'opposizione, in quanto tale , si deve oppore. a prescindere. sicchè cambia idea e si schiera con la pace e una cosa su cui storicamente dovevano andare d'accordo diventa motivo della caduta del governo. fantastico! e il povero senatore che non ha cambiato parere (e che quindi pare non aver partecipato al grande gioco che paghiamo a suon di tasse) viene pure messo in croce dal partito perchè è uno dei pochi coerenti, mah!
    dovevo andare per analogia- se l'opposizione odierna ha preso le posizioni della vecchia opposizione vuol dire che quest'ultima non aveva tanto torto- capite da soli che è un paradosso.
    rassegnatevi, è così. guardatevi i telegiornali, leggete su internet e i giornali, è così ovunque. in italia una parte fa i programmi, propone leggi, prova soluzioni e l'altra si oppone, e si schiera strenuamente ed esattamente dalla parte opposta, fateci caso. in italia non c'è un dialogo o quella che si potrebbe dire un' opposizione costruttiva. e quindi è inutile che vi proclamiate di un partito o di un altro. in periodo di elezioni si è tanto bravi a fare promesse a tempesta. invece per il resto tempo mi basta leggere il programma della maggioranza per dedurre -togliendo e mettendo i "non" - il programma dell'opposizione. e la destra dello scorso governo ha governato più tranquillamente solo perchè aveva una maggioranza più forte che le consentiva di temere meno le persone coerenti che magari se leggono stronzate non dicono si solo perchè vengono dal partito, non perchè fosse tanto migliore. i politici sono tutti della stessa risma, e vi assicuro che anche silvio berlusconi, al quale va riconosciuta un importante quantità di carisma, avrebbe avuto grossi problemi a gestire una maggioranza così risicata. bastano due dissenzienti e lo scivolone è servito.
    e la politica non mi piace perchè tutto questo per me è squallido.
     
    sono pienamente convinto di quello che ho scritto e non penso che ci siano grosse eresie o errori tecnici o magari storici. se ci sono, vi prego di farmeli notare! gradirei un dialogo e non un'opposizione pro-forma come quella di cui ho parlato fin'ora(è difficile farla comunque visto che non sto con nessuno) rischiamo di fare più politica qui che in parlamento e al senato. la politica dovrebbe essere dialogo costruttivo, non una sciarriata tra due ziti immaturi nella quale è importante avere ragione piùttosto che trovare la cosa migliore da fare, o no? 
    February 02

    che schifo

    che schifo...è tutto quello che uno avrebbe da dire..ma non è abbastanza.
    amo profondamente il gioco del calcio ma tutto questo mi sfugge.
    una cosa sola ho chiara: un pugno di cazzoni infesta da anni lo stadio cibali, un pugno di infami levati dal carcere ogni maledetta domenica ci fa fare brutta figura di fronte a tutta l'italia. e la brutta figura è relativa, influisce solo sul fatto che spesso mi sento meno orgoglioso di essere catanese (questa è una città stupenda e unica, ma cose così ti fanno passare la voglia di viverci, di farne parte)
    ancora più orgoglioso di continuare a tifare per l'inter, ancora più orgoglioso di non aver seguito appassionatamente il catania. perchè con tutto il rispetto per l'ottimo lavoro della squadra, per quello della società, per i tifosi per bene: non mi dichiaro sostenitore del catania per non rischiare nemmeno lontanamente di essere confuso , anche per sbaglio, con questi guerriglieri che non hanno niente a che fare con il mondo del pallone, niente!
    quando il catania è stato promosso ho criticato la gioia che molti hanno provato solo per stare del gregge, continuerò a criticare e a non sopportare tutto quel tifo sviluppatosi sempre per stare nel gregge in questi ultimi anni. ma non tutto il tifo per carità, tutte quelle persone che si vantano di andare allo stadio e di fischiare i carabinieri, "i vaddia", i poliziotti. tutte quelle persone che vanno allo stadio quasi esclusivamente per sfogarsi su queste persone...per cercare lo scontro. è gente che poi ne va orgogliosa e si pavoneggia nell'inneggiare frasi di violenza, di resistenza e di lotta....carusi stiamo giocando a pallone! è uno sport! si , ci sono i soldi, ma non per voi.
    "a sostegno di una fede" questa frase cristallizza il fenomeno. il calcio è una fede, lecito, d'accordo. ma ne avete una visione talebana.questa frase e queste azioni possono essere collegate tranquillamente a degli integralisti. una fede che va difesa con la morte, con le cariche, con le bombe. già con le bombe, il signor Raciti se ne è andato perchè ha preso una bomba carta in faccia! perchè questo odio? verso chi? ho più paura di passare vicino allo stadio che di prendere un aereo l'undici settembre, non trovo alcuna distinzione tra un ultras di questa risma e un terrorista della peggior specie. anzi a confronto i terroristi a volte hanno i loro motivi.
    in inghilterra dietro la porta, a un metro, due massimo dalla rete e dal portiere, c'è il pubblico. che sta lì, guarda la partita, fischia , urla, festeggia, si dispera...questo per me è il calcio, questo per me è il tifo.
    qui bisognerebbe chiudere gli stadi. in uno stadio metti la partita e gli ultras li rinchiudi in un campo a parte con la tifoseria avversaria o con le forze dell'ordine: quella è la loro partita. loro "vanno allo stadio per tifare" io invece penso che chi va allo stadio va per il calcio e deve tifare sempre per le ventidue persone che corrono appresso a questa benedetta palla. non deve combattere per loro, non deve uccidere per loro, nè distruggere per loro. deve solo tifare.
    qui a catania ultras è spesso sinonimo di soldato, soldato di quegli stronzi che non hanno niente a che vedere con il calcio e che influenzano un altra maniata di persone a fare le stesse cose. poi ci ficcano dentro anche un pò di politica, qui va di moda che tanti fascisti(che non dovrebbero più esistere) allo stadio vantano il loro credo anticostituzionale. e ti trovi spesso vicino alle scritte d'amore per il catania, svastiche, croci celtiche e motti fascisti. ma non è un discorso di sinistra il mio..perchè se vai a livorno trovi tanta merda analoga, solo che proviene dallo schieramento opposto. tutto questo al calcio non serve. mascara non trova alcun giovamento dal numero di segni fascisti nelle curve, pantanelli non para in base al numero dei feriti e tutti gli altri giocatori non hanno assolutamente bisogno di tutto questo. e nemmeno io che guardo la partita da casa rinnovo l'abbonamento se devo vedere queste scene, invece di sky sport  pago sky cinema e mi guardo alexander o "il gladiatore" in dolbysurround, cco piaciri però. mi guardo discovery channel se devo vedere delle bestie. la società non acquisisce uno stadio se i suoi tifosi in trasferta le suonano ai tifosi di casa, e non è nemmeno legittimata a riscuotere tributi dalla città conquistata. cari i miei terroristi se volete ancora fare a botte e ammazzare, fatelo tra di voi,create una lega(come nome succerisco F.I.S.T federazione italiana stronzi terroristi) perchè continuando così il fenomeno per il quale provate a convincervi che vi state scannando, il cosiddetto calcio, non esisterà più.
    pancalli, commissario straordinario Figc, vorrebbe fermare il calcio per un anno. però la questione è semplice, addirittura due soluzioni:
    - ve ne andate voi e il calcio continua. e per ve ne andate intendo che invece della diffida vi costruiamo delle carceri apposite dove farvi marcire come meritate.
    -  se ne va il calcio
    January 14

    qui posso.....(più dani pensiero di così)

    quello che dovevo dire a riguardo.....
     
     
     
     
     
     
     
    "direttamente il filosofo d'altri tempi, che guarda caso è anche l'uomo delle stelle! che combinazione...
    avevamo tutti bisogno di un pò di brodo (la parola "spremuta",vista la lunghezza, mi pare fuori luogo) di luoghi comuni"
     
     
    January 13

    sporadici dubbi amletici

     

    ...dal basso in su, sì, sono sicuro che parta dal basso. Chissà.. bisognerebbe scrivere dal basso in su per coinvolgere i lettori e per trovare un'altra applicazione a quello che sto per dire.

    Perchè quando succede - e per come si svolge - hai l'impressione che provenga dal profondo delle tue viscere, dal profondo di te stesso. E deve per forza partire dallo stomaco per arrivare così forte e inatteso sul punto più alto della gola, proprio dove questa curva per collegarsi alla bocca. Bussa, pressa forte sulla parete appena dietro l'ugola e poi scorre serpeggiante verso la testa, quindi si spande a macchia d'olio su tutti i neuroni mentre un rivolo della sua potenza devia per andare a spingere proprio sotto gli occhi. A questo punto ci sono solo pochissimi secondi per fermare tutto: qualche istante appena per evitare le lacrime, il formicolio che si propaga elettrico sulla tua pelle e quel senso di vertigine che avvelena la testa prima, l'equilibrio poi.

    Pochi attimi, pochi momenti, non c'è tempo per pensare. E’ una decisione istintuale che non lascia spazio a complesse elucubrazioni;è un dubbio amletico, è si oppure no, più qualche attimo cortesemente e raramente concesso per considerare il contesto in cui ti trovi.

    Puoi controllare tutto, fermarlo, e sentirne gli effetti da coito interrotto,  tutti i principi dei sintomi sopra descritti. Smorzando i brividi e la vertigine, sentendo appena l'arrivo delle lacrime.

    Oppure puoi lasciar fare, lasciarti coinvolgere, lasciarti andare, lasciarti trascinare...

    Sì insomma, puoi abbandonarti all'emozione

     

    August 01

    nasci da incendiario muori da pompiere dicono....

    c'è chi sostiene che il testo di questa canzone sia stupido...forse si ferma al ritornello o forse non coglie..o forse coglie e per lui tale testo resta comunque stupido...io intanto lo posto qui, per me c'è qualche verso significativo.
    magari lo leggete con calma...e poi mi dite se è una canzone stupida, a presto
     
    ligabue- happy
     
     
    Dicono che tutto
    sia comunque scritto
    quindi tanto vale che non sudi
    nasci da incendiario
    muori da pompiere dicono

    dicono che devi
    proprio farti fuori
    se vuoi fare il rock in qualche modo
    che ti portiamo i fiori
    lì nei cimiteri mitici

    sei già dentro l'happy hour
    vivere vivere costa la metà
    quanto costa fare finta
    di essere una star?

    dicono che nasci solo per soffrire
    ma se soffri bene vinci il premio
    di consolazione
    chi non salta l'eccezione è

    dicono che i sogni
    sono tutti gratis
    ma son quasi tutti quanti usati
    copriti per bene
    che non ti conviene il mondo qui

    sei già dentro l'happy hour

    vivere vivere costa la metà
    quanto costa fare finta
    di essere una star?
    sei già dentro l'happy hour
    vivere vivere solo la metà
    e la vita che non spendi
    che interessi avrà?

    si può però morire
    vivendo solo per sentito dire
    si può però morire
    per la fame che non hai

    dicono che il cielo
    ti fa stare in riga
    che all'inferno si può far casino
    mentre il purgatorio te lo devi proprio infliggere

    sei già dentro l'happy hour
    vivere vivere costa la metà
    quanto costa fare finta
    di essere una star?
    sei già dentro l'happy hour
    vivere vivere solo la metà
    e la vita che non spendi
    che interessi avrà?
    May 28

    per chi suona la trombetta...

    è proprio vero che oggi è una giornata storica, e di giornate storiche nelle nostre singole vite ne viviamo ben poche. qui in italia il calcio è sport popolare si sa...e quindi come alcuni nonni raccontano della guerra, alcuni di noi racconteranno  forse ai nipotini questa storia. è un momento di giubilo per una comunità intera, uno di quelli che ti ricorderai fra vent'anni, fra trenta...
     ma anche nel secolo prossimo, se ci sarà ancora il calcio, questa sarà la promozione '06, quella de zerbi- mascara- spinesi, quella arrivata all'ultima giornata sotto un sole cocente e con un massimino pieno fino a scoppiare...
    e allora si, diciamolo, il catania è salito finalmente in serie a! dopo non so quanti anni e non so quante e quali sofferenze: evviva, urka, trallallero tralllallà ,olè, yahoo e tutte le esclamazioni di rito...tutti i caroselli e i cori immaginabili e possibili...
    evviva, ma io nel mio piccolo continuerò a tenere per l'inter anche se "il catania è la squadra della mia città" e nonostante tutte le cose che mi si lasceranno correre dietro..con la coscienza pulita.
    per me il calcio è un'altra cosa: è una cosa sentimentale, una passione, un'emozione..tutte cose che provo quando gioco. lo sottolineo perchè per me la prima squadra per la quale tiferò sarà sempre quella in cui io sottoscritto gioco; che sia di terza, di prima, o di decima categoria; che sia quella dell'umberto o del carema o del mundial; che sia quella della trappeto's cup o della partitella sulla spiaggia; che sia quella della mia classe(bei tempi)...
    poi per il resto, per quel calcio che guardiamo solo alla televisione o allo stadio, sempre in coerenza con quei concetti di sentimenti e di emozioni, sono già impegnato: distaccatamente interista(il distacco è l'unica via che hanno gli interisti per sopravvivere) e profondamente italiano da preferire un gol di toni durante i mondiali a molte altre cose legate al nome di italia...
    e sono fedele. sicchè pur essendo contento per questa città che amo e consapevole della storicità del periodo, non mi unirò alla schiera di coloro che "se il catania sale in serie a tifo solo per lui", e mi sentirò ugualmente e fortemente catanese, tanto quanto chi si è fatto tutte le trasferte e ha seguito con onore tutta la resurrezione dall' eccellenza(una valorosa schiera di eletti)..e forse più dei festaioli dell'ultimora e di chi indossa il tifo per il catania come un capo di vestiario all'ultimo grido.
    May 11

    simmetria indesiderata

    essere felici per le cose piccole ti porta ad apprezzare il loro valore
    eppure credo che si chiamino cose piccole perchè non bisognerebbe sentirne la mancanza o la privazione...solo che per me non è così.
    forse le tengo troppo in considerazione e troppo poco leggermente..sarà sicuramente lì il mio errore