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10月5日 l'hotel da un milione di dollari
L’ordine è trattenersi e trattenere. Per evitare il caos. E tutto ciò che impariamo e a cui ci sottomettiamo ci viene imposto per provare a capire qualcosa, per provare a collegare con improbabili ponti artificiali isole lontanissime. Ci appiattisce, l’uno contro l’altro, per renderci simili, sperando che nessuno si accorga dell’illusione: L’illusione di poter comunicare davvero. ci suggerisce di togliere, di semplificare, di aiutare gli interpreti: ci snatura provando a renderci tutti uguali. E il guaio è che la maggior parte delle volte ci riesce. Ci incatena da subito e in continuazione, sperando che l’abitudine riesca a sopprimere il desiderio di leggerezza, sperando che a nessuno venga in testa di scoprire come si vive sentendo l’aria sulla pelle piuttosto che centinaia di anelli di ferro. E se qualcuno si sgancia, se qualcuno davvero viene vinto dalla curiosità, lo lascia andare e avvolge gli altri con un altro giro di catene: la derisione. “ridete delle isole sperdute”, soffia piano nel nostro orecchio l’ordine: e noi ignari o ciechi della nostra vera natura gli diamo ascolto perché i ponti hanno coperto le nostre spiagge. “lasciatele sole, che sole vogliono stare”, incalza l’ordine. E lo sussurra sperando che nessuno si accorga che soli lo siamo tutti, uno per uno, e che nessuno ascolti chi svela la nostra natura. 引用通告此內容的引用通告是: http://lefenicinonmuoiono.spaces.live.com/blog/cns!4948E160B4E4A050!1785.trak 引述這則內容的部落格
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